Robot stampati in 3D per operazioni estreme

3d-printing-self-learning-self-repairing-robots-2Un gruppo di ricercatori di “Oslo” ha preparato una categoria di “Robot” che, attraverso programmi di simulazione e la stampa 3D, si adattano agli ostacoli imprevisti.

Possono entrare in zone pericolose ed eseguire attività in situazioni troppo estreme per un intervento umano, come siti radioattivi, miniere profonde o zone dove e sopraggiunto un terremoto o un nubifragio.

Le applicazioni nel mondo reale possono essere davvero molteplici.

Un utilizzo possibile può essere come quello descritto dal professore “Kyrre Giette”, che immagina un robot che s’introduce in una centrare atomica distrutta e si inciampa su una scala imprevista.

3d-printing-self-learning-self-repairing-robots-5Il robot è in grado di scattare una foto, visualizzare la situazione e, con la sua stampante 3D integrata, produrre una nuova parte, o addirittura un nuovo robot, in grado di affrontare la scala.

Tutto ciò è affrontato senza l’intervento umano e senza compromettere o ritardare la missione.

Questo gruppo di ricerca dell’università di Oslo ha studiato queste possibilità per anni e ha sviluppato tre generazioni di robot.

Quest’ultima generazione può essere progettata per essere stampati in 3D e testati secondo gli standard del mondo reale.

Le stampanti 3D utilizzate dall’università di Oslo costano dalle 47.000 ai 350,000 dollari.

I modelli più costosi sono in grado di coniugare fresatura e tecniche di stratificazione per garantire il massimo livello di precisione.

I ricercatori Norvegesi hanno elogiato la stampa 3D come una tecnologia preziosa che permette di costruire strutture incredibilmente complesse in un unico pezzo.

Non solo la stampa 3D è essenziale per la creazione delle parti robotiche ma può essere integrata nei robot stessi.

È chiaro tuttavia che la progettazione simulata dei robot stampato in 3D non sia ancora perfetta, ci sono ancora molti ostacoli da superare e affrontare, ed il principale è il cosiddetto “gap realtà”, tra ciò che i robot simulati possono compiere, rispetto alla loro prestazione in laboratorio.

Per terminare: la sfida è ancora aperta e richiede di altro lavoro prima di mettere in commercio queste unità veramente uniche.

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